APERTURA PARTITA IVA ONLINE PER ANIMATORE TURISTICO

Molti giovani decidono di lavorare nell’ambito dell’animazione e dell’intrattenimento turistico perché presi dalla voglia di conoscere un mondo nuovo formato da gente che desidera divertirsi.

Non sono pochi i giovanissimi che decidono di cominciare questo percorso intraprendendo il lavoro di animatore, in inverno presso gli impianti sciistici e d’estate presso i villaggi a ridosso del mare.

È necessario dare un inquadramento fiscale e contributivo al professionista di cui oggi parliamo e in questo articolo vi forniremo tutte le informazioni necessarie che riguardano l’apertura della sua partita IVA.

CHI È L’ANIMATORE TURISTICO?

L’animatore turistico è una persona che gode innatamente di buone capacità relazionali che rappresentano elemento di base per poter svolgere questo mestiere.

Il professionista in questione ama ogni genere di intrattenimento che va dallo spettacolo, alla pittura, allo sport. Un elemento imprescindibile che deve possedere l’animatore turistico è la creatività, grazie alla quale trova sempre nuovi e differenti modi di approcciarsi ai clienti della struttura alberghiera.

L’animatore turistico gestisce le relazioni con grandi e piccini, di solito ama i bambini e il gioco. L’animatore turistico deve essere simpatico e gradevole per far apprezzare la propria persona a chi va in vacanza per rilassarsi e divertirsi.

Per poter fare questo mestiere è necessario partecipare a corsi formativi di settore per acquisire maggiore professionalità nei campi artistici, relazionali ed educativi.

Ogni animatore avrà poi una specialità, c’è chi si specializza nello spettacolo come attore o sceneggiatore o costumista, c’è chi invece lavora nella danza organizzando il risveglio muscolare o i balli di gruppo o l’acqua gym, c’è chi invece ama i bambini e organizza gli incontri e i giochi al mini club.

 
L’APERTURA PARTITA IVA ONLINE PER ANIMATORE TURISTICO

Spesso e volentieri è il primo passo quello che spaventa di più, considerando che nella maggior parte dei casi si comincia ad intraprendere questa professione fin da giovanissimi, appena quando si compie la maggiore età.

Aprire la partita IVA è il primo passo da fare per chi decide di svolgere questa attività autonomamente. Si può procedere all’apertura della partita IVA in maniera abbastanza semplice e veloce perché per questo tipo di professione non ci si deve iscrivere ad un albo, non esistendone uno specifico per questa professione.

Gli animatori come tutti i professionisti per aprire la partita IVA devono per prima cosa munirsi necessariamente del modello AA9/12 compilandolo in maniera corretta.

Non sarà possibile aprire la partita IVA online con il sito dell’Agenzia delle Entrate ma bisognerà recarsi allo sportello, oppure ricorrere a un professionista abilitato o ad una società di consulenza come la nostra. I dati da inserire nel momento della compilazione sono:

• i propri dati fiscali;
• la residenza;
• la sede dell’attività (che può coincidere con la residenza);
• il codice ATECO che identifica l’attività;
• il regime fiscale che si vuole adottare.

Sui primi tre punti non ci soffermiamo perché sono semplici ed intuitivi, parliamo invece degli ultimi due perché la loro scelta è importantissima per non fare errori in sede di apertura di partita iva.

Il codice ATECO determina l’area di attività del professionista, essendoci molte attività alle quali corrispondono molti codici ateco potrebbe capitare di sbagliare e questo potrebbe portare a sanzioni; per questo vi invitiamo ad aprire la partita IVA con l’aiuto di un commercialista che vi seguirà lungo tutto l’iter.

Riguardo il regime fiscale, l’animatore turistico potrà scegliere tra il regime ordinario e il regime forfettario. La scelta del primo regime piuttosto del secondo porterà ad un diverso trattamento del professionista dal punto di vista fiscale e contabile. Consigliamo sempre di rivolgersi al proprio consulente di fiducia, egli saprà consigliare il regime migliore per il caso specifico.

Anticipando, possiamo dire che per i più giovani che si avvicinano per la prima volta nel mondo del lavoro e che pensano di non riuscire a guadagnare più di 30.000 € (€ 65.000 dal 2019 se viene approvato il disegno di legge Flat Tax) in un anno la scelta migliore è il regime forfettario. Vediamo perché.

IL REGIME FORFETTARIO FLAT TAX PER ANIMATORE TURISTICO

Dal 2015, il regime forfettario flat tax rappresenta l’unico regime agevolato in Italia. Questo regime è indicato per tutti coloro che si avvicinano per la prima volta nel mondo del lavoro garantendo delle importanti agevolazioni dal punto di vista fiscale e contabile.

Tutti gli animatori che vogliono aprire la partita IVA devono conoscere quali vantaggi avranno nel caso di apertura in regime forfettario o flat tax dal 2019. Vediamo insieme i principali vantaggi del regime forfettario per un animatore turistico.

Le semplificazioni in materia di IVA

Il regime forfettario o flat tax è un regime fiscale esente da IVA. Nelle fatture dell’animatore quindi non sarà presente l’IVA. La mancanza dell’IVA permetterà al nostro animatore turistico di essere più competitivo all’interno del mercato di riferimento perché gli permetterà di applicare prezzi più bassi per le proprie prestazioni rispetto a quelle dei propri concorrenti che non aderiscono ad un regime agevolato.
L’animatore turistico inoltre potrà risparmiare sui costi del commercialista che lo seguirà nella gestione della partita IVA, perché l’assenza di IVA semplifica molti adempimenti del commercialista che quindi applicherà dei corrispettivi più bassi rispetto alla gestione di una partita iva in regime ordinario.

Un’unica imposta

Un altro dei vantaggi del regime forfettario flat tax è la presenza di un’imposta sostitutiva con un’aliquota molto bassa del 5% o 15% a seconda se si aderisce al regime forfettario start-up o meno. La presenza di un’imposta sostitutiva significa che si pagherà una sola imposta che andrà a sostituire l’IRPEF, IRAP o altre imposte addizionali. Nessun Regime Fiscale prevede tasse così basse.

Nessuna ritenuta d’acconto

Il regime forfettario flat tax, oltre ad essere esente IVA, è esente anche dalla ritenuta d’acconto. Con questo, regime non si dovrà inserire nessuna ritenuta d’acconto in fattura in quanto l’animatore è soggetto ad un’unica imposta sostitutiva sui suoi ricavi che dovrà versare egli stesso. Ne consegue che su qualsiasi fattura verrà incassato il 100% dell’importo.

L’OBBLIGO DI RISPETTARE IL FATTURATO PER L’ANIMATORE TURISTICO

I vantaggi devono essere messi in relazione però con gli obblighi per usufruire per le agevolazioni del regime forfettario o flat tax . Il più importante senza dubbio è il limite di fatturato. Per continuare ad usufruire delle agevolazioni predette infatti, non si deve superare il limite di fatturato annuo di € 30.000. ( se viene approvato il disegno di legge Flat Tax, questo limite sarà di € 65.000)

Certamente vi starete chiedendo: “E se supero i 30.000 € annui cosa succede?”

Non allarmatevi, superando la soglia dei 30.000 € si potrà continuare ad operare in regime forfettario fino a fine anno. Tuttavia, a partire poi dal 1° gennaio dell’anno successivo si passerebbe automaticamente in regime IVA normale con tutti gli adempimenti conseguenti.

Oltre alla disciplina fiscale per l’animatore professionista è importante anche la disciplina contributiva. L’animatore infatti, è uno di quei professionisti che non ha una cassa previdenziale propria quindi si dovrà iscrivere alla gestione separata INPS.

QUANTO PAGA DI IMPOSTE E CONTRIBUTI UN ANIMATORE TURISTICO IN REGIME FORFETTARIO O FLAT TAX

In regime forfettario le imposte saranno calcolate sul fatturato lordo diminuito dalla percentuale di costi, assegnata in base al coefficiente di redditività.

Nel caso specifico dell’animatore turistico la parte di costi imputata sul fatturato lordo è del 22%. Procediamo a fare un esempio per essere più pragmatici.

L’animatore turistico, titolare di una partita IVA in regime forfettario start-up per il 2018 avrà un fatturato di 22.000€.
La prima operazione da fare è calcolare l’imponibile su cui si andranno poi a pagare sia le imposte sia i contributi.
Dovremo quindi sottrarre il 22% al fatturato lordo ed avremo il nostro reddito imponibile. (ricordiamo che il coefficiente di redditività per l’attività da animatore turistico è il 78%).
€ 22.000 – (22.000x 22%) = € 17.160

L’imposta sostitutiva che Walter, il nostro animatore turistico, andrà a pagare sarà pari a: € 17.160 x 5% = € 858

Abbiamo calcolato l’importo corrispondente all’imposta sostitutiva ma non è finita qui.
L’animatore turistico ha l’obbligo di iscrizione e versamento dei propri contributi previdenziali alla gestione separata INPS.

Per le modalità di calcolo e di versamento dei contributi l’importo da pagare corrisponde al 25,72% e si calcola nuovamente sull’imponibile.

Alle imposte infatti dovranno successivamente essere aggiunti anche i contributi previdenziali pari a: € 17.160 x 25.72%= € 4.413

Walter, pagherà quindi infine tra imposte e contributi un totale di €4.413+ €858= €5.271 a fronte di un fatturato annuo di 22.000€.

 

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